Domani, domenica 27 settembre, si celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Con il progetto europeo GROWTH, che coordiniamo in Italia, raccontiamo le esperienze di Comunità Papa Giovanni XXIII e FCEI e invitiamo chi vuole saperne di più a fare un primo passo, senza impegno.

Accogliere una persona rifugiata non è un gesto che si compie da soli.

È un percorso che una comunità può scegliere di costruire insieme, con il sostegno di organizzazioni esperte. In vista della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato di domani, il progetto europeo GROWTH – Innovation to Scale Community Sponsorship Programs mette al centro proprio questo: il ruolo di cittadini, famiglie, associazioni, parrocchie e gruppi informali nell’accompagnare chi arriva verso una nuova vita.


Dieci anni di accoglienza nei territori

Dal 2016 l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII (APG23) ha preparato e seguito l’accoglienza di 250 persone siriane arrivate dal Libano attraverso i Corridoi Umanitari. Lo ha fatto grazie a una rete di circa 47 gruppi di accoglienza in 10 regioni italiane. Nel tempo questi gruppi sono diventati anche luoghi di incontro, confronto e scambio di buone pratiche. Per APG23 l’accoglienza riguarda tanto chi viene accolto quanto chi accoglie, e si costruisce attraverso relazioni molteplici, capaci di allargare la rete sociale intorno alla persona senza creare nuove dipendenze.
Nello stesso periodo Mediterranean Hope, il Programma Rifugiati e Migranti di FCEI – Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, ha seguito l’arrivo di 1.988 persone in 16 regioni. Sono 434 in Piemonte, 246 in Sicilia, 243 in Lombardia, 206 nel Lazio, 196 in Calabria, 181 in Toscana e 118 in Veneto. Seguono la Liguria con 103, l’Emilia-Romagna con 92, l’Abruzzo con 62, il Molise con 43, la Campania con 30, il Friuli-Venezia Giulia con 24, la Puglia con 5, le Marche con 3 e l’Umbria con 2. Sono numeri molto diversi tra loro, ma raccontano un’accoglienza diffusa, possibile anche lontano dai grandi centri urbani.


Due esperienze diverse mostrano che cosa può dare una comunità locale: aiuta a orientarsi sul territorio e a imparare la lingua, sostiene nella ricerca di una casa e di un lavoro, accompagna nei rapporti con scuola e servizi. E, passo dopo passo, lascia alla persona lo spazio per diventare autonoma, anche attraverso tentativi ed errori


Che cosa trasforma la disponibilità in impegno

Negli anni l’Europa ha mostrato più volte quanto rapidamente le persone sappiano mobilitarsi di fronte a chi fugge da una guerra. GROWTH si chiede come questa energia possa diventare un impegno duraturo. La ricerca condotta dal progetto a livello europeo ha ascoltato gruppi con esperienze e sensibilità diverse. Ne emerge che la sensibilità verso il tema delle migrazioni non basta. Contano soprattutto quattro elementi:
• capire con chiarezza che cosa viene richiesto;
• sapere quali sono ruoli e responsabilità;
• poter contare su organizzazioni competenti e riconoscibili;
• avere la certezza di non essere lasciati soli durante il percorso.
Per questo la Community Sponsorship non affida ai singoli cittadini la responsabilità dell’accoglienza e non sostituisce servizi e istituzioni. È un percorso organizzato, in cui la comunità entra a far parte di una rete più ampia e mette a disposizione tempo, relazioni e conoscenza del territorio.

Il primo passo: informarsi
Hai mai pensato che la tua parrocchia, la tua associazione o il tuo gruppo di amici potrebbero accompagnare una persona rifugiata? Prima di decidere è importante capire di che cosa si tratta.
Sul sito progettogrowth.it, nella sezione Attivati, puoi richiedere gratuitamente la guida introduttiva alla Community Sponsorship: bastano nome ed email. La guida spiega che cosa significa attivarsi, quale ruolo può avere una comunità e da dove si comincia. Riceverla non comporta alcuna adesione al progetto. È solo il primo passo di un percorso di informazione, per capire se questa forma di accoglienza può fare per te.
👉 Richiedi la guida: www.progettogrowth.it/attivati-growth

Il progetto GROWTH
GROWTH è un progetto europeo finanziato dall’Unione Europea attraverso il fondo AMIF – Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione. Punta a rafforzare e ampliare i programmi di Community Sponsorship con strumenti basati su ricerca ed evidenze e con lo scambio di esperienze tra i Paesi europei coinvolti. In Italia il progetto è coordinato da Associazione Consorzio Communitas ETS,ed è realizzato con Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII , con il supporto di International Rescue Committee Italia, e con la collaborazione di FCEI – Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia.

A livello europeo, sono coinvolte anche The Open Community, More in Common, Pathways International In Italia è coordinato da Associazione Consorzio Communitas ETS International Rescue Committee Italia nelle attività di diffusione e sensibilizzazione.
Materiali, storie e approfondimenti sono disponibili su www.progettogrowth.it , anche su Facebook e Instagram.

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